Ci sono fasi in cui l’incertezza normativa non sospende le decisioni: le rende più complesse. È in questo scenario che si colloca il tema delle concessioni balneari, oggi ancora privo di un quadro definitivo. In un recente approfondimento de Il Resto del Carlino, che ha intervistato Gabriele Baschetti, partner di Skema ed esperto del settore, emerge con chiarezza un principio operativo: restare immobili è l’errore più grave.

Il mancato arrivo del bando-tipo per le aste non rappresenta soltanto un ritardo amministrativo, ma determina un vero e proprio vuoto di sistema, con impatti diretti su imprese e amministrazioni locali. In questo contesto, l’assenza di regole certe non può tradursi in inattività, ma richiede un approccio strutturato e consapevole.

Un vuoto normativo che espone imprese e Comuni

La situazione attuale si caratterizza per una tensione evidente. Da un lato, la giustizia amministrativa spinge verso l’avvio delle procedure; dall’altro, manca una definizione chiara di elementi fondamentali come criteri di gara e meccanismi di indennizzo.

Questo disallineamento espone i Comuni a un rischio concreto: procedere senza riferimenti univoci può generare una molteplicità di bandi disomogenei, con un’elevata probabilità di contenzioso. Al tempo stesso, l’inerzia può tradursi in responsabilità per mancata attivazione.

Si configura così un paradosso operativo, in cui ogni scelta comporta un livello di rischio.

Il principio: agire come se le regole fossero già definite

È proprio in questo contesto che si inserisce la posizione espressa da Gabriele Baschetti. L’indicazione è chiara: gli operatori devono iniziare a muoversi come se il quadro normativo fosse già scritto.

Questo significa, in concreto:

  • consolidare la propria posizione tecnica;
  • analizzare e strutturare gli investimenti effettuati;
  • predisporre documentazione a supporto della continuità aziendale;
  • organizzare in anticipo i dati necessari per le future gare.

Quando il sistema si sbloccherà, infatti, il fattore tempo sarà determinante. Solo chi avrà già costruito una base solida potrà affrontare in modo efficace le procedure competitive.

Il rischio di una frammentazione dei bandi

In assenza di una “bussola” nazionale, il rischio è quello di assistere a una proliferazione di bandi locali tra loro non uniformi. Una dinamica che può tradursi in:

  • incertezza interpretativa;
  • aumento del contenzioso;
  • difficoltà di pianificazione per gli operatori;
  • disallineamenti competitivi tra territori.

Un contesto di questo tipo richiede una capacità di lettura anticipata degli scenari e una gestione attenta dei profili giuridici ed economici.

Prepararsi oggi per competere domani

La fase attuale non è, quindi, un momento di attesa, ma un passaggio strategico. Le imprese che investono oggi nella strutturazione delle proprie posizioni potranno affrontare con maggiore solidità le future procedure.

Questo implica lavorare su:

  • analisi economico-finanziarie;
  • valutazione degli investimenti non ammortizzati;
  • predisposizione di perizie e documentazione tecnica;
  • costruzione di scenari operativi.

La differenza, quando il quadro normativo sarà definito, sarà tra chi dovrà iniziare da zero e chi sarà già pronto a competere.

Il ruolo della consulenza in uno scenario incerto

In contesti caratterizzati da elevata complessità normativa, il supporto consulenziale assume un valore centrale. Non si tratta soltanto di interpretare le regole, ma di anticiparne gli effetti e tradurli in scelte operative coerenti.

Skema affianca imprese e operatori del settore balneare proprio in questa fase: supportare la costruzione di un posizionamento solido oggi, per affrontare con maggiore sicurezza le dinamiche competitive di domani.