Gli indennizzi per le concessioni balneari sono al centro dell’intervista a Gabriele Baschetti, commercialista e socio fondatore di Skema, pubblicata su il Resto del Carlino l’8 ottobre 2026, a firma di Andrea Oliva.
Nell’approfondimento, Baschetti analizza l’ultima bozza del bando-tipo ministeriale e le possibili ricadute per gli operatori: dai beni da considerare nella valutazione al ruolo dei Comuni, fino agli accordi tra concessionario uscente e subentrante.
Indennizzi: quali beni e quale valore?
«Si paga quello che resta, non quello che si perde»: è il principio richiamato da Baschetti nell’intervista per spiegare l’impostazione della bozza. L’analisi distingue le strutture fisse dalle attrezzature mobili e affronta il tema dell’avviamento. Al centro della valutazione, secondo quanto illustrato nell’articolo, ci sono il valore delle opere, il loro stato e la capacità della struttura di generare reddito.
Il ruolo dei Comuni e la documentazione degli investimenti
L’intervista approfondisce anche il ruolo delle amministrazioni comunali nella fase transitoria e le possibilità di accordo tra gestore uscente e nuovo concessionario Un’indicazione concreta riguarda la documentazione degli investimenti: fatture, permessi edilizi e informazioni sui contributi ricevuti sono elementi essenziali per ricostruire gli interventi effettuati e supportarne la valutazione. Per gli operatori, il confronto sugli indennizzi richiede quindi attenzione sia agli sviluppi del quadro normativo sia alla situazione specifica dello stabilimento.
Per approfondire le implicazioni per la tua attività, contatta il team Skema.
